Principi fondamentali

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Autore pescoiltostolobik | Data: 15-06-2006

Dopo la descrizione della tecnica da me usata per insidiare il nostro “amico”, vorrei raccontare alcune situazioni ed accorgimenti che possono facilitare la cattura e il rilascio della preda senza troppi traumi… Addentriamoci quindi in alcuni piccoli particolari che possono fare la differenza tra una semplice giornata e una buona giornata di pesca, piccoli particolari che danno grande soddisfazione al pescatore che si avvicina a questa nuova concezione di cattura del TOLSTOLOBIK :

  • L’ aspetto che ho sempre ritenuto piu’ importante e’ l’approccio al lago, fondamentale per la riuscita della o delle catture.
    Fate un sopralluogo e raccogliete informazioni sulla possibile presenza delle “carpe testa grossa”, perche’ nei laghi con pochi esemplari la cattura e’ molto rara, piu’ casuale; importante e’ anche sapere se questo tipo di pesca viene gia’ praticata nel lago in questione.
    È normale accettare le sfide laddove e’ piu’ difficile, per stupire. Se lo fate, come piace a me, ecco che si richiama alla solita pazienza, qualita’ innata nei pescatori.
  • Quanti di voi si sono trovati ad affrontare, durante una battuta di pesca, banchi di acquadelle fameliche che non lasciano in pace la nostra esca e che fanno fare salti e affondate continue al galleggiante?
    Immagino in tanti.
    Le acquerelle sono l’agente disturbatore per eccellenza ,ma nel nostro caso ,pescando a galla, possono essere fenomenali alleate.
    Come gia’ detto negli articoli precedenti, la nostra esca dovra’ sciogliersi lentamente in modo da attirare il “testone” e ,se presente, l’acquadella svolge un ruolo importante a questo scopo, facilitandone il disgregamento naturale,ma quando il livello del galleggiante sara’ tale da non affondare piu’ a causa loro, fare attenzione perche’ potrebbe essere l’affondata decisiva.
    Stara’ quindi a voi capire la differenza a seconda del tipo di galleggiante usato.
  • Nella maggior parte dei laghi in cui e’ praticata la pesca al TOLSTOLOBIK, non viene prestata la minima attenzione al rispetto di questo pesce ma voi, con piccoli e semplici gesti, potrete dare un po’ di sollievo al nostro “testone”.
    Per prima cosa procuratevi una piccola stuoia o pedalina in bambu’ su cui depositare la preda appena catturata, molto utile per non ferirlo se la riva del lago e’ sassosa.
    Velocemente osservate il suo corpo, sicuramente noterete delle piccole o grandi abrasioni ulcerose, causate dalle “arpionate” dei pescatori, ricordatevi sempre di slamare il pesce dentro al guadino in modo tale da controllarlo meglio in caso di movimenti bruschi.A questo punto,sempre velocemente,dovete disinfettarlo utilizzando il MERCURIO CROMO,reperibile in qualunque farmacia o il BLU METILENE, reperibile nei negozi di animali che trattano pesci.
    Durante questa azione e’ possibile che l’animale si agiti, la ferita e’ aperta e sicuramente sentira’ un po’ di dolore;conclusa questa operazione,deponete il medicinale e delicatamente,sempre usando il guadino,ridate la liberta’ alla preda e non dimenticate le foto di rito.
  • Il lago e’ l’ambiente in cui pratichiamo il nostro passatempo preferito, oltre ai pesci vi sono anche altri animali, soprattutto uccelli come merli e germani reali, che spesso mangiano le esche ancora attaccate agli ami lasciati li’, a pochi centimetri dal bidone dell’immondizia.
    Impariamo a rispettare l’ambiente in cui viviamo, e’ importante sensibilizzare gli adulti ma lo e’ ancora di piu’ farlo coi bambini,partendo da semplici gesti come il gettare lenze e ami usati nei bidoni e cio’ potra’ forse un giorno renderli persone anche migliori.
Massimo Stagni (15/06/2006)

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