Aggiornamento – Parte Seconda

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Autore pescoiltostolobik | Data: 07-07-2007

Alcune delle vostre domande mi hanno spinto a soffermarmi su uno degli aspetti più importanti ma anche al quale va prestata più cautela durante la pesca al TOLSTOLOBIK : la pasturazione. Come già vi avevo scritto nel precedente articolo (AGGIORNAMENTO), questa non deve mai essere esagerata se vi trovate in un lago con molti “testoni” a galla, e se ci fossero e non si vedono? Oppure, se non sono abituati a sentir cadere la pastura in acqua e quindi si spaventano ?
Nel primo caso non è un grosso problema, qui abbiamo il vantaggio che la pastura ,quindi la nostra esca, non cadrà sulla testa dei pesci ed è probabile che già dopo un paio di giorni, i nostri amici inizino a dare attenzione al nostro lauto pasto anche spostandosi in superficie dove la nuvola generata dal consumarsi dell’esca sarà più fitta e di conseguenza ,si vedranno i primi “dondolii” del nostro galleggiante.
Il secondo caso può essere più difficoltoso da affrontare: se il lago è già frequentato da pescatori che praticano, sia in modo canonico che “sleale” ,questo tipo di pesca allora tutto risolto e le catture arriveranno presto, altrimenti dovrete essere voi ad abituare i pesci con una maggiore pasturazione. Iniziare con 2,5 kg tra pastura ed innesco al giorno possono riuscire a non spaventare più le carpe testa grossa e in futuro potrete iniziare a pescare con la metà della pastura precedentemente usata. Se trovate un lago che vi permetterà la pasturazione preventiva, allora con 8/9 etti al giorno potrete iniziare a stimolare i pesci prima dell’inizio dell’azione di pesca, ricordate che deve essere la stessa che userete e la stessa che verrà innescata all’amo perciò la consistenza dovrà essere sempre uguale, non pressatela troppo in modo tale da non farla scendere molto in profondità.

Ricordiamoci che i nostri amici sono pesci abitudinari, chiedere ai gestori del lago ed ai pescatori abituali dove vengono effettuati gli avvistamenti a galla ci sarà sicuramente di aiuto specie se stiamo battendo laghi molto grandi.
Un ultimo cenno di rilevante importanza è rivolto alla condizione climatica del lago. In giornate ventose o in laghi particolarmente soggetti ad azione ventosa, saranno da preferire postazioni più riparate o tentativi di pesca sul fondo.
Il moto ondoso generato dal vento infatti è il nemico più temuto da questo tipo di tecnica in quanto il tolstolobik non seguirà l’esca innescata all’amo come un qualsiasi altro pesce, ma stazionerà nella nuvola generata dal suo disgregarsi e solo il caso in cui si trovi in favore di vento sarà per noi elemento positivo.
Inoltre non dobbiamo sottovalutare l’effetto di dragaggio della lenza che diminuirà le possibilità di un’efficace ferrata che, ricordiamo, sarà nell’unico e solo istante in cui il galleggiante scomparirà con velocità per poi riemergere in un istante.
Per ovviare a questo problema potremmo utilizzare monofili o trecciati affondanti anche se personalmente sono a preferire trecciati galleggianti per diversi motivi.
In prima osservazione per la cognizione di quanta “pancia” avremo “fuori” e per assenza di resistenza all’acqua in ferrata rispetto a lenze affondanti, in seconda per le sue peculiarità di scarsa elasticità che ci permetteranno pertanto una ferrata immediata,decisa ed efficace.
In situazione di pesca sotto la punta della canna ovviamente quanto sopra avrà una valenza sicuramente inferiore.

In bocca al Tolstolobik !!

Melloni Andrea, Massimo Stagni 07/07/2007

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